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		<title>Crisi. Lettera aperta al Terzo Settore e alla Fondazione Caripit</title>
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		<pubDate>Sat, 12 May 2012 15:05:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>G.Paci</dc:creator>
				<category><![CDATA[servizi]]></category>
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		<description><![CDATA[Alle Organizzazioni del Terzo Settore Alla Fondazione Caripit In un periodo di crisi, di cui non abbiamo ancora visto il fondo, la nostra realtà locale avrà sempre più bisogno di<br/><span class="more"><a href="http://www.demokrazy.eu/crisi-lettera-aperta-al-terzo-settore-e-alla-fondazione-caripit/">Read More</a></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alle Organizzazioni del Terzo Settore<br />
Alla Fondazione Caripit</p>
<p>In un periodo di crisi, di cui non abbiamo ancora visto il fondo, la nostra realtà locale avrà sempre più bisogno di risposte sociali caratterizzate da velocità di attivazione, sburocratizzazione delle procedure, capacità di comprensione dei bisogni non espressi, sinergie di rete con le opportunità del territorio.</p>
<p>La crisi economica e sociale che stiamo vivendo ha per certi aspetti caratteri di eccezionalità e per altri di lungo periodo. L&#8217;eccezionalità riguarda la caduta nell&#8217;area grigia della vulnerabilità sociale di tante persone e famiglie che vivono questa condizione per la prima volta. Il lungo periodo è dato dalla consapevolezza di una crisi di sistema della nostra organizzazione sociale.</p>
<p>In questo contesto, le organizzazioni del privato sociale sono spesso chiamate a sopperire con singole iniziative a una carenza fondamentale: la mancanza di una rete diffusa di luoghi e occasioni in cui chi è in difficoltà possa essere ascoltato e possa essere consigliato nella scelta di percorsi o opportunità di soluzione. Tali iniziative si rivelano talvolta efficaci ma hanno il difetto di non riuscire a diventare sistema. D’altra parte la situazione è tale che un sistema di questo tipo è indispensabile e l’urgenza deve interpellare la coscienza civile e anche professionale delle organizzazioni sociali.</p>
<p>Da una parte si tratta di agire velocemente prendendo atto delle difficoltà del settore pubblico nel predisporre un sistema di questo tipo; dall’altra si tratta di prefigurare un sistema locale di accesso, di cui più volte è stata manifestata la necessità, per chiedere anche al pubblico di fare di più in questa direzione.</p>
<p>In concreto, la richiesta è quella di realizzare una serie di punti di ascolto diffusi sul territorio a cui le persone si possano rivolgere in presenza di una difficoltà sociale. In tali punti troveranno persone che, senza burocrazie e particolari formalità, accolgono il bisogno espresso e forniscono alla persona interessata un elenco delle opportunità e delle risposte presenti a livello locale . Tali opportunità saranno verificate attraverso un sistema informativo appositamente predisposto che sarà costantemente alimentato e aggiornato e  a disposizione di tutti i centri coinvolti.</p>
<p>Come ci insegna la pratica sociale, a volte il semplice ascolto e la chiarificazione dei diritti e  delle opportunità presenti, in un ambiente non stigmatizzante e collaborativo, sono sufficienti a ri-attivare e ri-motivare la persona. Il non sentirsi &#8220;soli&#8221; e vedere concretamente che la società locale si attiva ed è consapevole della gravità del momento è già una risposta importante per molti che non hanno altro problema che trovarsi spaesati in una dimensione della vita mai sperimentata prima d&#8217;ora.</p>
<p>Si tratta di mettere in rete le esperienze che già ci sono, penso ad alcuni Centri di Ascolto Caritas, all’esperienza del Centro di Aggregazione “Sotto il Palazzo”, alle esperienze di mediazione all’interno dei percorsi di inclusione delle cooperative sociali e ad altre  iniziative che conosco meno, creando presso ogni organizzazione un luogo fisico, attivando un numero verde, coordinando gli orari di accesso, condividendo le informazioni attraverso un sistema informativo unico, confrontando le risorse e gli strumenti e dandosi un’immagine unitaria nei confronti della cittadinanza con un simbolo e una campagna comune di comunicazione e informazione.</p>
<p>Per chi già svolge questo tipo di lavoro, si tratta di metterlo in rete e condividerlo, modificandone alcuni aspetti organizzativi per renderlo ottimale all’interno della rete. Per gli altri si tratta di mettere a disposizione per una o due volte la settimana uno spazio e un operatore in grado di svolgere le funzioni previste dal punto di ascolto: ascolto e registrazione del bisogno, analisi delle risorse disponibili, indirizzamento e consiglio sulle procedure e le azioni da mettere in atto. Più sono le realtà disposte ad aderire e meno gravoso sarà il compito. L’ideale sarebbe quello di avere una rete in cui ogni nodo è impegnato con un’operatore per una mezza giornata alla settimana. Talvolta potrà bastare la semplice informazione, altre volte invece potranno essere forniti indirizzi, numeri di telefono e orari per l’accesso a determinati servizi, altre ancora un contatto con uno psicologo o un assistente sociale, oppure, per alcuni, potranno essere offerti servizi delle cooperative o di altre realtà private.</p>
<p>Il tutto caratterizzato dalla capacità di creare un luogo in cui la persona si senta ascoltata, non stigmatizzata, un momento di informalità e concretezza e di sostegno a chi si trova, spesso da un giorno all’altro, in una nuova dimensione in cui non sa che pesci prendere e che potrebbe portare verso forme di disperazione e/o devianza.</p>
<p>L&#8217;appello è rivolto anche alla Fondazione Caripit chiedendo la disponibilità a finanziare l&#8217;adeguamento dei diversi punti di accesso, a creare l’infrastruttura informatica e a uniformare le caratteristiche dei punti e gli strumenti per quanto riguarda le necessità di comunicazione e di formazione degli operatori. Il contributo degli enti aderenti sarebbe quello della messa a disposizione del proprio spazio e di un proprio operatore. Di obiezioni ve ne sono molte ma a me sembra un’idea concreta, fattibile, a basso costo, che non sconvolge le organizzazioni che decideranno di aderire perché ottimizza per lo più ciò che già c’è, oltre a essere un’occasione per dimostrare la capacità del privato sociale di lavorare insieme e fare sistema. E un esempio di solidarietà che si fa sistema e rende la nostra democrazia locale qualcosa di tangibile e, come direbbe Gaber, &#8220;mangiabile&#8221;.</p>
<p>Giovanni Paci</p>
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		<title>In Breve/ Cassazione: i blog non sono &#8220;stampa clandestina&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 18:50:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[web]]></category>

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		<description><![CDATA[Ogni blog italiano riporterà la notizia di questa sentenza della Corte di Cassazione che, dopo due condanne in primo e secondo grado, ha assolto il blogger siciliano Carlo Ruta dall&#8217;accusa di aver<br/><span class="more"><a href="http://www.demokrazy.eu/in-breve-cassazione-i-blog-non-sono-stampa-clandestina/">Read More</a></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ogni blog italiano riporterà la notizia di questa <a href="http://blog.wired.it/lawandtech/2012/05/10/%E2%80%9Cblog-clandestini%E2%80%9D-addio.html">sentenza della Corte di Cassazione</a> che, dopo due condanne in primo e secondo grado, ha assolto il blogger siciliano Carlo Ruta dall&#8217;accusa di aver appunto fatto stampa clandestina, non avendo registrato il proprio blog come una regolare testata.</p>
<p>Ora, <a href="http://www.repubblica.it/tecnologia/2012/05/11/news/i_blog_non_sono_stampa_clandestina_sentenza_storica_della_cassazione-34911909/">la buona notizia</a> non deve far dimenticare che sentenze su questi casi &#8211; alcune favorevoli ai blogger, ma altre contrarie &#8211; sono effetto di un vuoto legislativo dovuto al mancato aggiornamento della obsoleta legge sulla stampa (<a href="http://www.mcreporter.info/normativa/l48_47.htm">L.47/1948</a>).</p>
<p>Tentativi di riformare la Legge 47/1948 ce ne sono stati anche recenti (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Disegno_di_Legge_Levi-Prodi">ddl Levi-Prod</a>i, <a href="http://www.informationsociety.it/ictlaw/siti-internet-e-legge-sulla-stampa-il-ddl-pecorella-costa-c-881-interviene-su-risarcimento-del-danno-rettifica-ingiuria-e-diffamazione.html">ddl Pecorella-Costa</a> entrambi piuttosto repressivi nei confronti del web), ma fino ad oggi la debolissima politica italiana non è riuscita a portarne in fondo nessuno.</p>
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		<title>Pubblica Amministrazione, una lettura per il nuovo Sindaco</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 14:29:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>G.Paci</dc:creator>
				<category><![CDATA[servizi]]></category>
		<category><![CDATA[pistoia]]></category>
		<category><![CDATA[pubblica amministrazione]]></category>
		<category><![CDATA[sindaco]]></category>
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		<category><![CDATA[valutazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Una delle sfide più importanti del nuovo Sindaco di Pistoia (il Comune di più grandi dimensioni) sarà quella dell&#8217;efficienza della  pubblica amministrazione. Una macchina amministrativa che funzioni è uno dei<br/><span class="more"><a href="http://www.demokrazy.eu/pubblica-amministrazione-una-lettura-per-il-nuovo-sindaco/">Read More</a></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Una delle sfide più importanti del nuovo Sindaco di Pistoia (il Comune di più grandi dimensioni) sarà quella dell&#8217;efficienza della  pubblica amministrazione. Una macchina amministrativa che funzioni è uno dei presupposti di qualsiasi forma di ripresa economica. L&#8217;attuale macchina comunale, come molte altre in tante parti d&#8217;Italia, soffre di forti inefficienze, frutto spesso di una mancanza di cultura organizzativa che mina alla base anche le buone volontà dei singoli. Ridurre i costi e motivare i dipendenti sembrano esigenze ineludibili e necessitano di una forte dose di competenza e trasparenza, a partire dalla scelta dei dirigenti e dai meccanismi della loro valutazione. Il blog <a href="http://www.nelmerito.com/index.php" target="_blank">nelmerito.com</a>, ha pubblicato un contributo che affronta in concreto il tema della revisione della spesa amministrativa e suggerisce una serie di misure e di approcci che mi permetto di porre all&#8217;attenzione del nuovo Sindaco, al quale faccio i migliori auguri di buon lavoro, che sarà molto e difficile.<br />
</em>Giovanni Paci</p>
<p><strong>Spending Review, come rendere obbligatorio il buon senso nella p.a.</strong></p>
<p>di Giuseppe Pasquale</p>
<p>tratto da <a href="http://www.nelmerito.com/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=1685&amp;Itemid=1" target="_blank">nelmerito.com</a></p>
<p>A differenza che nel privato, nel comparto pubblico ci sono condizioni oggettive che rendono meno rigorose le prassi ispirate al buon senso. Questo è il più rilevante dei limiti interni alla P.A. Che può essere avviato a soluzione studiando sistemi di valutazione delle performance capaci di dare al lavoratore pubblico gli stessi orizzonti che si prefigura chi opera nel privato. E quindi puntando sulla creazione di obiettivi che siano &#8220;automaticamente&#8221; agganciati ai risultati, da misurare sulla base di indicatori privi di autoreferenzialità e al tempo stesso sottratti a qualunque forma di discrezionalità del valutatore.</p>
<p>Forse chiamarla omertà sarebbe eccessivo, ma di certo fra i primi problemi della pubblica amministrazione (P.A.) vi è quello strano cerchio di silenzio che avvolge le tante forme di stupidità organizzativa dentro cui gli uffici e le persone che vi lavorano sono giornalmente immerse.</p>
<p>Prendiamo il caso delle regole sul rimborso delle trasferte di lavoro nella P.A. (cosiddette &#8220;missioni&#8221;). Riguarda tutto il mondo del pubblico impiego: dagli Enti locali ai Ministeri, alle Università, e così via. E&#8217; un macroscopico nonsense sotto molti profili. Che però resiste immutato da decenni senza che nessuno ne parli, senza che le più banali storture siano state mai aggiustate. Per l&#8217;impiegato in trasferta è uno slalom impossibile da comprendere: a esempio, un dirigente può spendere fino a 60 euro al dì in pasti, ma se ha una ricevuta da 50 gliene vengono rimborsati solo 30 (perché?). Mentre, invece, per recuperare quei 20 euro, bisogna per forza dimostrare di aver mangiato una seconda volta, e procurarsi l&#8217;altra ricevuta, anche di pochi euro (perché?): e, infatti, solo se le ricevute sono due si ha diritto a 60 euro (sommando, in ipotesi, anche 59 + 1). Tutto ciò in effetti ha poco senso e anzi favorisce comportamenti malsani, poiché dà la percezione di un rapporto (quello fra P.A. e dipendente) basato su trabocchetti reciproci. E non è finita. Giacché l&#8217;impiegato deve al tempo stesso guardarsi le spalle da un&#8217;altra stortura di segno opposto: se a esempio spende 10 euro a colazione, 30 a pranzo e 20 a cena, ci rimette i 10 euro della colazione poiché il diritto al rimborso si ferma a non più di due ricevute al dì (perché?).</p>
<p>Senza contare l&#8217;irragionevolezza che si determina in particolare riguardo ai soggiorni alberghieri. Una norma del 1978 (articolo 2 della legge n. 417) stabilisce il vincolo di spesa non in termini di soglia monetaria, ma in termini di categoria alberghiera (perché nessuno mai ha proposto di correggerla?): tutti hanno diritto alla seconda categoria (tre stelle), tranne i magistrati e le figure equiparate, che hanno titolo per soggiornare in prima (quattro stelle). Il punto è che non esiste nessun limite di importo in ordine alla tariffa giornaliera rimborsabile, poiché una volta rispettato il dato formale relativo alla categoria (per la maggior parte, tre stelle), l&#8217;importo speso in concreto dipende dalla tariffa del singolo hotel. Ma questa sfugge a qualunque vincolo, per cui &#8211; nonostante i controlli precedenti e successivi degli uffici preposti – la cifra del rimborso oscilla incontrollabilmente in modo significativo. Neppure il ricorso a Consip ha consentito di eliminare questo inconveniente. Come si evince dal bando di gara per l&#8217;appalto dei servizi di agenzia viaggi per trasferte di lavoro del personale P.A., secondo cui, a esempio, come base di riferimento per i calcoli da capitolato tecnico fanno fede, per i soggiorni nazionali, le cosiddette tariffe RACK, che sono quelle ufficiali piene, depositate presso la CCIAA (vedi qui). Ciò senza che gli organi statali di controllo successivo (Ragionerie territoriali dello Stato) possano esercitare alcun tipo di verifica che vada oltre il riscontro relativo al rispetto dei limiti di categoria consentita secondo legge.</p>
<p>Per evitare queste ed altre diseconomie potenziali sarebbe invece auspicabile (e ciò comporterebbe l’abbandono del sistema in convenzione Consip) un meccansimo alternativo assai più ragionevole e funzionale, basato sul rimborso forfetario delle spese di missione. Esso comporta forti dosi di semplificazione almeno sotto tre profili:<br />
1. snellimento: il forfait elimina sia i rilevanti fastidi burocratici sia i costi della doppia istruttoria ad personam (autorizzazione e liquidazione);<br />
2. risparmio: si evitano le eccedenze di spesa che il dipendente effettua solo perché non a suo carico;<br />
3. monitoraggio: diventa finalmente possibile una programmazione gestibile in corso d&#8217;anno con assegnazione di budget calibrati in funzione dei vari centri di spesa, sulla base di uno stock di disponibilità misurabile in termini di numero kilometri/soggiorni, superando così il sistema attuale che è di tipo “cieco”, nel senso che fa sì che le risorse si consumino al buio, giorno dopo giorno, fino a concorrenza della (non-significativa) giacenza espressa in danaro sull&#8217;apposito capitolo di bilancio.</p>
<p>Questa ed altre forme di irragionevolezza accadono e resistono nel tempo poiché nel comparto pubblico vi è, in qualche modo, licenza di agire senza vincoli di buon senso. Che da sempre è il grande assente nelle dinamiche organizzative della P.A. Fortunatamente non è così dappertutto. Purtroppo, però, per ragioni storiche e culturali, una parte non trascurabile del Paese funziona proprio così, a differenza del mondo privato nel quale universalmente i comportamenti poggiano (per fortuna) sul presupposto della massima limitatezza delle risorse. Il segreto infatti è tutto qui. E&#8217; questa ristrettezza (percepita) che, nel privato, basta da sola a generare in capo a tutti gli attori, con effetti a cascata, il vincolo a impegnarsi rigidamente, senza se e senza ma, lungo i binari della più stretta efficienza.</p>
<p>Nel pubblico, invece, la mancanza di una tale percezione, viene di norma supplita dalla formalizzazione di norme e regolamenti che prescrivono &#8220;doveri strumentali di mezzi&#8221;, piuttosto che &#8220;obblighi di risultato&#8221;. Ma tutto questo altro non è che un tentativo di codificare il buon senso, tentativo che di per sé è illusorio in partenza, dato che in tal modo si arriva solo a spostare in avanti il problema, senza mai risolverlo. E, infatti, anche dopo che sono state codificate regole di comportamento fin nei minimi dettagli, istituiti organismi appositi, eccetera, alla fine il raggiungimento dei risultati prefissati rimane ugualmente schiavo delle medesime dosi di buon senso da cui, parallelamente, dipendono i successi nel differente contesto del privato.</p>
<p>E&#8217; molto importante, inoltre, tenere conto del fatto che, nella cultura diffusa degli operatori pubblici, i beni e i soldi della collettività, al contrario di quelli propri, sono ritenuti (parlo del profilo psicologico ed emozionale) come una sorta di res nullius, quasi fossero numeri e basta, cifre senza peso. Al punto che tante volte è percepito come indifferente, quando è fatto nell’interesse erariale, spendere (o incassare) dieci, piuttosto che cento, piuttosto che mille. Questo è un dato obiettivamente rilevabile e non deve destare stupore. Esso non va colpevolizzato, poiché accade in modo diffuso quale approccio che (sul piano solo istintuale, beninteso) è persino naturale. Proprio in virtù di una tale consapevolezza, tuttavia, questa caratterizzazione dell’animo umano va governata preventivamente dal sistema, studiando semmai forme di organizzazione che, sul versante dei controlli, prevedano i giusti (e cospicui) contrappesi in forma mirata e che, quanto ai profili di economicità ed efficienza, facciano di tutto per ispirarsi agli schemi di tipo privatistico.</p>
<p>Sotto quest&#8217;ultimo aspetto, una delle strade decisive può essere quella di studiare sistemi di valutazione delle performance organizzative e individuali capaci di dare al lavoratore gli stessi orizzonti che si prefigura chi opera all&#8217;interno del privato. Per fare questo è necessario, ancora una volta, concentrare gli sforzi non già sulla creazione di obblighi strumentali da assoggettare al presidio (e al potere) di strutture burocratiche apposite. Ma piuttosto puntare tutto sulla creazione di nuovi (e anche ingegnosi) obiettivi e target che tengano conto magari delle tecnologie info-telematiche oggi quasi diffuse a livello di massa. Si deve trattare di obiettivi che vanno cuciti addosso alla missione propria di ciascuna unità operativa ed agganciati &#8220;automaticamente&#8221; a risultati (gli output del servizio) rilevati e misurati in termini oggettivi. E, dunque, sulla base di indicatori che siano privi di dinamiche autoreferenziali e al tempo stesso sottratti a qualunque forma di discrezionalità del valutatore.</p>
<p>Una metafora presa in prestito dal mondo sportivo può aiutare a comprendere. Tenendo presente il distinguo che esiste, nelle discipline sportive, fra competizioni in cui si vince in base a risultato (come a esempio, il calcio, dove vince &#8220;automaticamente&#8221;, chi fa più goal) e discipline nelle quali si vince in base alla valutazione di uno o più giudici (come a esempio i tuffi, dove è decisivo il voto dato da una giuria), la situazione nelle P.A. riproduce un habitat lavorativo ispirato in toto a quest&#8217;ultimo modello (assoggettamento a giuria). La strada da seguire, invece, è esattamente quella opposta, ovvero di inventarsi obiettivi di performance che diano al lavoratore pubblico la percezione di giocare una competizione &#8220;a goal&#8221; piuttosto che &#8220;a punteggio&#8221;.</p>
<p>Un orizzonte ispirato a quest’ultimo modello, infatti, applicato al mondo del lavoro, è de-motivante poiché dà come prospettiva la percezione di una premialità che non dipende dal lavoratore, ma piuttosto, in misura preponderante, dalla (futura e imperscrutabile) discrezionalità del valutatore. Il lavoratore, infatti, percepisce quest&#8217;ultima come una frattura che impedisce al proprio impegno di tramutarsi con automatismo in prospettiva di premialità individuale. A differenza di ciò che accade nelle discipline sportive &#8220;a punteggio&#8221;, infatti, il valutatore delle performance individuali nella P.A. è per lo più un dirigente che non vive professionalmente solo di valutazioni, per cui i suoi &#8220;voti&#8221; non sono frutto di rigorose procedure codificate (come avviene negli sport), ma sono piuttosto apprezzamenti soggettivi nei quali non può non prevalere una forma di discrezionalità che è giocoforza mescolata ai particolarismi (e alle parzialità inevitabili) che è umano si accompagnino a una tale, pur delicata, attività.</p>
<p>E, allora, nel mondo pubblico la strada auspicabile è quella di stabilire, da caso a caso, quali sono gli obiettivi che &#8220;fanno goal&#8221; ai fini di determinare la vincita della propria squadra (e quindi i migliori risultati in senso oggettivo dell’ufficio di appartenenza), e, conseguentemente, ai fini di generare la collegata premialità individuale. Un esempio di obiettivo che in qualche modo risponde alle caratteristiche di un obiettivo-goal è stato, ritengo, l&#8217;obiettivo monetario su cui negli ultimi lustri l&#8217;Agenzia delle Entrate ha, fra l&#8217;altro, basato la valutazione delle performance individuali dei propri dirigenti. Senza entrare nel merito della opportunità o dell’efficacia di tale scelta verso i cosiddetti stakeholders esterni (i cittadini destinatari), sta di fatto che tale tipologia di obiettivo &#8211; proprio in quanto per nulla autoreferenziale ed altresì misurabile in termini oggettivi &#8211; ha rappresentato a mio parere il fattore critico di successo che ha determinato lo straordinario balzo in avanti registrato sul piano della efficienza interna.</p>
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		<title>In Breve/ Le Aree Ex Breda a Pistoia: il libro</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 12:04:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Martedì 15 maggio, nell&#8217;àmbito della rassegna &#8220;Leggere, raccontare, incontrarsi&#8230;&#8221;, si parlerà della storia delle Aree ex Breda, presentando il libro di Giuliano Beneforti, &#8220;Aree Ex Breda a Pistoia, 1963-2010. Vicende urbanistiche<br/><span class="more"><a href="http://www.demokrazy.eu/in-breve-le-aree-ex-breda-a-pistoia-il-libro/">Read More</a></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Martedì 15 maggio, nell&#8217;àmbito della rassegna &#8220;Leggere, raccontare, incontrarsi&#8230;&#8221;, si parlerà della storia delle Aree ex Breda, presentando il libro di Giuliano Beneforti, &#8220;Aree Ex Breda a Pistoia, 1963-2010. Vicende urbanistiche e amministrative di un troppo importante frammento di città&#8221;.</p>
<p>L&#8217;incontro si terrà nell&#8217;Auditorium Terzani della Biblioteca San Giorgio di Pistoia alle ore 17. Saranno presenti, oltre all&#8217;autore, gli architetti Livio Moretti e Sandro Stilli.</p>
<p>Il testo è uscito nel dicembre scorso, <a href="http://www.pt.camcom.it/default.asp?idtema=1&amp;page=cercainfo&amp;action=readall&amp;index=1&amp;order=b1&amp;idtemacat=1&amp;tutti=contrattacco&amp;paginazione=10">ed ha suscitato diverse discussioni</a> (ed <a href="http://www.demokrazy.eu/in-breve-ex-breda-interviene-la-corte-dei-conti/">una inchiesta della Corte dei Conti</a> contro il Comune di Pistoia) (p.b.)</p>
<p><a href="http://www.demokrazy.eu/wp-content/uploads/2012/05/invito-pres-libro-giuliano-15-maggio.jpg"><img class="alignleft  wp-image-1320" title="invito pres libro giuliano 15 maggio" src="http://www.demokrazy.eu/wp-content/uploads/2012/05/invito-pres-libro-giuliano-15-maggio-1024x507.jpg" alt="" width="430" height="213" /></a></p>
<div></div>
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		<title>Amministrative 2012/ Il bipolarismo finisce laddove era iniziato?</title>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2012 17:46:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>G.Paci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pubblichiamo di seguito l&#8217;analisi del voto amministrativo pubblicata dal CISE, il Centro Italiano Studi Elettorali della Luiss diretto da Roberto D&#8217;Alimonte. (g.p.) Comunali 2012, c’era una volta il bipolarismo di<br/><span class="more"><a href="http://www.demokrazy.eu/amministrative-2012-il-bipolarismo-finisce-laddove-era-iniziato/">Read More</a></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Pubblichiamo di seguito l&#8217;analisi del voto amministrativo pubblicata dal <a href="http://cise.luiss.it/cise/" target="_blank">CISE</a>, il Centro Italiano Studi Elettorali della <a href="http://www.luiss.it/it/" target="_blank">Luiss</a> diretto da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Roberto_D'Alimonte" target="_blank">Roberto D&#8217;Alimonte</a>. (g.p.)</em></p>
<p><strong>Comunali 2012, c’era una volta il bipolarismo</strong></p>
<p>di Vincenzo Emanuele</p>
<p>Uno dei dati che emerge con maggiore chiarezza dalle prime analisi del voto amministrativo di domenica e lunedì è lo sfarinamento del sistema partitico italiano. Nella Tabella e nei grafici seguenti abbiamo calcolato gli indici di bipartitismo e bipolarismo nei 26 comuni capoluogo in cui si è votato e li abbiamo messi a confronto con gli stessi valori degli indici nelle precedenti comunali. Per indice di bipolarismo intendiamo la somma dei voti maggioritari dei due candidati sindaci che hanno ottenuto più voti in ogni città, mentre l’indice di bipartitismo si riferisce alla somma dei voti ottenuti dalle due liste con i maggiori consensi. I valori di questi indicatori ci forniscono alcuni dati precisi per valutare la tenuta dei blocchi e delle principali opzioni partitiche nel nostro paese. Il boom di Grillo, l’enorme numero di liste civiche, la presenza di candidati del Terzo Polo e il crollo del Pdl hanno differenziano fortemente questa elezione dalla precedente tornata comunale che, per la stragrande maggioranza dei comuni (24 su 26, con le uniche eccezioni di Brindisi e Catanzaro che votarono rispettivamente nel 2009 e nel 2011) si è svolta nel 2007, cioè in una situazione di grande stabilità e quasi perfetto bipolarismo (si trattava dell’anno successivo alle politiche 2006, quelle del confronto tra le due maxi-coalizioni dell’Unione della Casa delle Libertà). I numeri sono eloquenti: i primi due candidati sindaco sommavano l’87,6% dei voti nel 2007 mentre oggi totalizzano appena il 69,3%. Si tratta di una perdita di oltre 18 punti percentuali che, disaggregata per zona geografica, rivela ulteriori elementi interessanti. Mentre al Sud la maggiore tenuta del centrodestra e la più ridotta consistenza dei grillini (la lista del Movimento 5 Stelle è presente solo in metà dei comuni meridionali) attenuano il calo rispetto al 2007 limitandolo a 11,5 punti (con perdite minime a Catanzaro e a Lecce, che si attestano entrambe su valori di bipolarismo superiori al 90%), nella Zona rossa (-19 punti) e soprattutto al Nord (-26,2 punti) il dato è eclatante. Nelle 10 città settentrionali cinque anni fa oltre 9 elettori su 10 convergevano sui due maggiori candidati sindaco, oggi meno di due su tre si comportano allo stesso modo, mentre oltre un terzo sceglie di rivolgersi a candidati “minori”. A Como e a Belluno l’indice è addirittura inferiore al 50%. Su questo dato eccezionale incide certamente anche la divisione tra Pdl e Lega che ovunque tranne che a Gorizia si sono presentate separatamente.<br />
Sebbene con differenze meno marcate, anche l’indice di bipartitismo testimonia lo stato di crescente polverizzazione dei partiti italiani. La somma delle prime due liste nei 26 comuni capoluogo è in media del 34%, in calo di 6,3 punti rispetto alle ultime comunali. Questo dato, già di per sé significativo, acquisisce ancor più importanza se pensiamo che nel 2007 Pd e Pdl non esistevano ancora e al loro posto c’erano Forza Italia, An, i Ds e la Margherita, tutti partiti di medie dimensioni. Ebbene, oggi siamo tornati ad un livello di concentrazione del voto verso i due maggiori partiti molto più basso perfino rispetto all’epoca precedente alla formazione di Pd e Pdl. Non solo, ma se aggiungiamo il fatto che molto spesso le due liste che arrivano prime non sono quelle di Bersani e Alfano ecco che il quadro di vorticosa atomizzazione si fa sempre più chiaro. Come per l’indice di bipolarismo, si conferma la maggiore tenuta del bipartitismo in termini relativi al Sud (-4,2, ma con crescite rispetto al 2007 a Taranto, Trani, Lecce, e l’Aquila) rispetto al Nord (-9 punti, con il picco di -21 punti a Genova). In termini assoluti però è la Zona rossa l’area del paese che fa segnare i valori di bipartitismo più alti, grazie alla sostanziale tenuta del Pd nella sua storica area di forza: nelle quattro città tosco-emiliane le due liste più votate considerate insieme cumulano il 45,1% dei voti, con la crescita di Piacenza (+7 punti) che controbilancia il crollo dell’indice a Parma (-23 punti). Il Nord con il 35,9% è di poco superiore alla media nazionale, ma al suo interno presenta un’ampia variabilità (si passa dal 52,2% di Verona al 18,5% di Cuneo) mentre il Sud (28,6%) si conferma l’area con la più alta frammentazione del paese: con l’eccezione di Trani, tutte le altre 11 città mostrano valori dell’indice inferiori al 30% con Palermo addirittura al 18,5% ( e il primo partito appena al 10,3%, dato ancor più clamoroso se pensiamo che si tratta di poco più del doppio della soglia di sbarramento del 5% vigente in Sicilia per tutte le liste).</p>
<p><a href="http://www.demokrazy.eu/amministrative-2012-il-bipolarismo-finisce-laddove-era-iniziato/bipo1/" rel="attachment wp-att-1304"><img class="alignnone  wp-image-1304" title="bipo1" src="http://www.demokrazy.eu/wp-content/uploads/2012/05/bipo1.png" alt="" width="448" height="313" /></a></p>
<p><a href="http://www.demokrazy.eu/amministrative-2012-il-bipolarismo-finisce-laddove-era-iniziato/bipa1/" rel="attachment wp-att-1305"><img class="alignnone  wp-image-1305" title="bipa1" src="http://www.demokrazy.eu/wp-content/uploads/2012/05/bipa1.png" alt="" width="431" height="336" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>In Breve/ Affluenza a Pistoia dal 1975 al 2012</title>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2012 12:25:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[affluenza alle urne]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
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		<description><![CDATA[Per continuare a riflettere sull&#8217;aumento fortissimo di astensione dalle urne, pubblichiamo i dati dell&#8217;affluenza dal 1975 al 2012 relativi al Comune di Pistoia (così da cogliere anche le diversità tra<br/><span class="more"><a href="http://www.demokrazy.eu/in-breve-affluenza-a-pistoia-dal-1975-al-2012/">Read More</a></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per continuare a riflettere sull&#8217;aumento fortissimo di astensione dalle urne, pubblichiamo i dati dell&#8217;affluenza dal 1975 al 2012 relativi al Comune di Pistoia (così da cogliere anche le diversità tra voto politico e amministrativo).</p>
<p>La diminuizione, come si vede, è costante. Ma si nota una caduta più rapida negli ultimi 10 anni, con il livello minimo raggiunto nelle elezioni di due giorni fa, quando, contando astensioni, schede bianche e nulle, non ha espresso un voto valido il 47% degli elettori.</p>
<p>Che succede ad una democrazia rappresentativa che soffre una così scarsa partecipazione? Dipende. In un paese maturo e stabile, la bassa partecipazione può essere una scelta senza conseguenze. Negli USA il voto ha da sempre una partecipazione bassissima. In UK, nelle Amministrative di tre giorni fa, <a href="In Breve/ Affluenza a Pistoia dal 1975 al 2012">ha votato il 32%</a>. Il disinteresse e il distacco dalla vita pubblica non corrisponde sempre ad una protesta e ad una sfiducia. Ma, per le elezioni italiane recenti, credo sia facile dire che la componente di insofferenza, sfiducia e protesta sia quella dominante per spiegare un crollo della partecipazione anche in zone dove, pochi decenni fa, era altissima (il 97% nel 1976!)</p>
<p>La sfiducia nella classe politica &#8211; fatta di rabbia, disagio, senso di impotenza &#8211; raggiunge e supera, a mio parere, la sfiducia nello Stato &#8211; tratto anarchico storicamente sempre presente, in una certa misura, che è un&#8217;altra cosa. Le conseguenze di questo status, in una contingenza di profonda crisi economica, non sono prevedibili.</p>
<p style="text-align: right;">Paolo Beneforti</p>
<p><a href="http://www.demokrazy.eu/wp-content/uploads/2012/05/affluenza-pt-1975-2012.jpg"><img class="alignleft  wp-image-1300" title="affluenza pt 1975-2012" src="http://www.demokrazy.eu/wp-content/uploads/2012/05/affluenza-pt-1975-2012.jpg" alt="" width="468" height="253" /></a></p>
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		<title>Amministrative 2012/ Vince il non voto</title>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2012 17:30:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Elezioni Amministrative 2012]]></category>
		<category><![CDATA[pistoia]]></category>

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		<description><![CDATA[I risultati delle Amministrative di domenica 6 e lunedì 7 maggio sono già noti da 24 ore. Nella provincia di Pistoia si è votato nel capoluogo, a Quarrata, a San<br/><span class="more"><a href="http://www.demokrazy.eu/amministrative-2012-vince-il-non-voto/">Read More</a></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I risultati delle Amministrative di domenica 6 e lunedì 7 maggio sono già noti da 24 ore. Nella provincia di Pistoia si è votato nel <a href="http://www.utgpistoia.it/amministrative2012/scrutinipistoia.html">capoluogo</a>, a <a href="http://www.utgpistoia.it/amministrative2012/scrutiniquarrata.html">Quarrata</a>, a <a href="http://www.utgpistoia.it/amministrative2012/scrutinisanmarcello.html">San Marcello</a>, a <a href="http://www.utgpistoia.it/amministrative2012/scrutiniserravalle.html">Serravalle</a> e a <a href="http://www.utgpistoia.it/amministrative2012/scrutinimarliana.html">Marliana</a> (i risultati sono nei link). Nei primi 4 di questi 5 comuni ha vinto il centrosinistra; a Marliana invece vince il centrodestra: Marco Traversari prende il posto del sindaco uscente di centrosinistra Luca Bernardi, ed è l&#8217;unico risultato un po&#8217; a sorpresa.</p>
<p>Ma il dato più significativo di questa tornata elettorale è senza dubbio l&#8217;astensionismo. Nelle regioni &#8220;rosse&#8221;, più che altrove, la percentuale di chi a votare non ci è andato (e non è neanche andato al mare perché era una giornata di pioggia dappertutto) cresce di circa il 10%; a Pistoia e a Lucca cresce di quasi il 12%.</p>
<p>A Pistoia, se al dato dell&#8217;astensionismo si aggiunge quello delle schede bianche e nulle, si ottiene che non hanno espresso un voto valido il 46,3% degli elettori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<table width="500" border="1">
<tbody>
<tr>
<th scope="">
<pre>Elettori</pre>
</th>
<td align="right">
<pre><strong>73.405</strong></pre>
</td>
<td> 100%</td>
</tr>
<tr>
<th scope="">
<pre>Votanti</pre>
</th>
<td align="right">
<pre><strong>42186</strong></pre>
</td>
<td>
<pre> 57,5%</pre>
</td>
</tr>
<tr>
<th scope="row" bgcolor="#ffffff" width="563">
<pre>Totale schede bianche</pre>
</th>
<td align="right" bgcolor="#ffffff" width="71">
<pre><strong>595</strong></pre>
</td>
<td style="text-align: right;" bgcolor="#ffffff" width="40">
<pre><strong>1.41%</strong></pre>
</td>
</tr>
<tr>
<th scope="row">
<pre>Totale schede nulle</pre>
</th>
<td align="right">
<pre><strong>2158</strong></pre>
</td>
<td style="text-align: right;">
<pre><strong>5.12%</strong></pre>
</td>
</tr>
<tr>
<th scope="row">
<pre>Votanti meno bianche e nulle (voti validi)</pre>
</th>
<td align="right">
<pre><strong>39433</strong></pre>
</td>
<td style="text-align: right;"> 53,7%</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<p>In Emilia Romagna e Toscana questo dato di astensionismo che sfiora la metà del corpo elettorale è cresciuto molto più della media nazionale, invertendo una tendenza storica per cui la partecipazione, in queste regioni era più forte che altrove. È un altro segnale della perdita di credibilità dei partiti tradizionali (l&#8217;altro elemento significativo di queste elezioni è del resto la crescita del Movimento 5 Stelle, &#8220;partito&#8221; nuovo ed espressione anche di protesta).</p>
<p>Il non-voto, in queste dimensioni, è una protesta forte contro il sistema politico. E nessuno dei partiti tradizionali può cercare di nascondersi dietro le percentuali (calcolate sui voti validi) quando la cifra assoluta dei propri voti diminuisce vistosamente. Per fare solo un esempio, ecco l&#8217;andamento dei voti presi dai due principali partiti, PD e Pdl, a Pistoia nelle ultime consultazioni elettorali:</p>
<p><a href="http://www.demokrazy.eu/wp-content/uploads/2012/05/voti-PD-PdL-PT-2008-20121.jpg"><img class="alignleft  wp-image-1290" title="voti PD  PdL PT 2008 2012" src="http://www.demokrazy.eu/wp-content/uploads/2012/05/voti-PD-PdL-PT-2008-20121.jpg" alt="" width="479" height="477" /></a><br />
La convivenza tra gli italiani e i partiti politici che dovrebbero rappresentarli pare giunta ad un punto critico. Non è da escludersi una separazione &#8211; poco consensuale.</p>
<p>Paolo Beneforti</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Félicitations!</title>
		<link>http://www.demokrazy.eu/felicitations/</link>
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		<pubDate>Sun, 06 May 2012 18:59:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>G.Paci</dc:creator>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[francia]]></category>
		<category><![CDATA[Hollande]]></category>
		<category><![CDATA[Sarkozy]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.demokrazy.eu/felicitations/sarkozy-gheddafi/" rel="attachment wp-att-1269"><img class="alignnone size-medium wp-image-1269" title="Sarkozy-Gheddafi" src="http://www.demokrazy.eu/wp-content/uploads/2012/05/Sarkozy-Gheddafi-300x245.jpg" alt="" width="300" height="245" /></a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>In Breve/ Comunità Montana: una precisazione del curatore</title>
		<link>http://www.demokrazy.eu/in-breve-comunita-montana-una-precisazione-del-curatore/</link>
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		<pubDate>Fri, 04 May 2012 12:04:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Il blog QuarrataNews riceve una utile precisazione del revisore dei bilanci Eller sulla inevitabile incompletezza dei dati resi pubblici fino ad oggi sulle irregolarità di bilancio dell&#8217;ente, al centro di<br/><span class="more"><a href="http://www.demokrazy.eu/in-breve-comunita-montana-una-precisazione-del-curatore/">Read More</a></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il blog QuarrataNews riceve una <a href="http://quarratanews.blogspot.it/2012/05/comunita-montana-eller-quando-potro.html?showComment=1336132546738#c9111883662091828386">utile precisazione</a> del revisore dei bilanci Eller sulla inevitabile incompletezza dei dati resi pubblici fino ad oggi sulle irregolarità di bilancio dell&#8217;ente, al centro di una <a title="In Breve/ Comunità Montana, chi doveva controllare?" href="http://www.demokrazy.eu/comunitamontana/">indagine che dura da oltre un anno</a>. La riportiamo:</p>
<div><em>Egregio dottor Bianchini,</em></div>
<div><em>ringrazio sinceramente per l’attenzione che si dedica al tema. Ogni contributo è prezioso per avvicinarsi alla verità e portarla alla luce. Fondamentale. A maggior ragione quello critico. Aiuta a migliorare. Grazie.</em></div>
<div><em>Però, nel merito tecnico e per evitare equivoci, faccio notare: </em></div>
<div></div>
<div><em>- </em><em>i sistemi, i metodi, i tempi, i valori, le voci, i criteri, etc. sono contenuti, illustrati, spiegati, etc. nel riservato Rapporto tecnico del 31 marzo 2012;</em></div>
<div><em></em><em>- il Rapporto, come riferito verbalmente nei Consigli della Comunità Montana, infine consta di 464 pagine e rimanda a migliaia e migliaia di pagine e documenti, affrontando tantissimi argomenti;</em></div>
<div><em></em><em>- il compito presso l’Ente ha natura più squisitamente amministrativa, finanziaria, di bilancio, contabile, formativa e sui controlli interni mentre, si suppone, una Procura della Repubblica si concentra sulle violazioni del codice penale;</em></div>
<div><em></em><em>- come risulta dagli atti della Comunità Montana ciò che svolgo non è una perizia ma un’attività, Le assicuro svolta con diligenza ed impegno, con l’apporto e l’esame incrociato di varie professionalità interne ed esterne (disdegno il “one man show”);</em></div>
<div><em></em><em>- anche da verifiche già svolte, non esiste conflitto di ruoli perché le committenze e gli obiettivi sono distinti, sebbene in parte convergano nell’esame di oggetti talora o spesso identici;</em></div>
<div><em></em><em>- assicuro che quando potrò essere più chiaro ed esplicito, non violando il segreto d’ufficio e d’indagine (istruttorio), lo sarò perché amo la trasparenza e lo dimostra il mio curriculum con vari e importanti riconoscimenti in materia.</em></div>
<div></div>
<div><em> Sono semplici puntualizzazioni tecniche in attesa di altre propizie occasioni.</em></div>
<div><em>Con viva cordialità e auguri di buon lavoro,</em></div>
<div align="right"><em>Luca Eller Vainicher</em></div>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Elezioni 2012/ Gli 8 &#8220;sindaci&#8221; di Pistoia</title>
		<link>http://www.demokrazy.eu/elezioni-2012-gli-8-sindaci-di-pistoia/</link>
		<comments>http://www.demokrazy.eu/elezioni-2012-gli-8-sindaci-di-pistoia/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 02 May 2012 09:42:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni Amministrative 2012]]></category>
		<category><![CDATA[pistoia]]></category>

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		<description><![CDATA[Tra 4 giorni si vota anche a Pistoia, per il Comune. Ecco un &#8220;bignamino&#8221; per gli indecisi dell&#8217;ultima ora. Sulla scheda elettorale si troveranno gli 8 candidati sindaco con le<br/><span class="more"><a href="http://www.demokrazy.eu/elezioni-2012-gli-8-sindaci-di-pistoia/">Read More</a></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tra 4 giorni si vota anche a Pistoia, per il Comune. Ecco un &#8220;bignamino&#8221; per gli indecisi dell&#8217;ultima ora.</p>
<p>Sulla scheda elettorale si troveranno gli 8 candidati sindaco con le liste che li appoggiano e lo spazio per esprimere una (solo UNA!) preferenza per il Consiglio comunale.</p>
<p><a href="http://www.demokrazy.eu/wp-content/uploads/2012/05/scheda-620x420.jpg"><img class="alignleft  wp-image-1250" title="scheda--620x420" src="http://www.demokrazy.eu/wp-content/uploads/2012/05/scheda-620x420.jpg" alt="" width="434" height="294" /></a></p>
<p>Seguendo l&#8217;ordine della scheda, in alto a sinistra c&#8217;è <b>Giacomo Del Bino</b>, candidato del Movimento 5 Stelle. Il programma si trova <a href="http://www.pistoia5stelle.it/?page_id=841">qui</a> (e anche nell&#8217;<a title="Verso le Comunali 2012/ Il Movimento 5 Stelle" href="http://www.demokrazy.eu/verso-le-comunali-2012-il-movimento-5-stelle/">intervista</a> che abbiamo fatto tempo fa).</p>
<p><b>Daniela Simionato</b> è appoggiata dalla Lega Nord e dalla lista Voce al Popolo (il cui promotore ha beccato <a title="In Breve/ La lista che appoggia il candidato della Lega a Pistoia" href="http://www.demokrazy.eu/in-breve-la-lista-che-appoggia-il-candidato-della-lega-a-pistoia/">una denuncia e un sequestro</a> pochi giorni fa). La presenza sul web della candidata è scarsa; i punti essenziali del programma si possono leggere in <a href="http://www.lanazione.it/pistoia/politica/2012/04/06/693466-liste_candidatura_daniela_simionato.shtml">questo articolo de La Nazione</a>.</p>
<p>Segue la lista ecologista Per un&#8217;altra Pistoia che candida <b>Enrico Guastini</b>. <a href="http://dl.dropbox.com/u/20475145/programma%5B0324.2%5D.pdf">Eccone il programma</a>.</p>
<p><b>Mario Capecchi</b>, il candidato più anziano, è presentato dal Partito Comunista dei Lavoratori. Le sue idee e parole d&#8217;ordine in <a href="http://pclpistoia.blogspot.it/2012/04/mario-capecchi-considerazioni-sulle.html">questo testo</a>.</p>
<p>Il PdL candida <b>Anna Maria Celesti</b>, già consigliere regionale, di cui si possono leggere <a href="http://www.celestiperpistoia.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=100&amp;Itemid=90">qui i 10 punti di programma</a>.</p>
<p><b>Alessio Bartolomei</b>, consigliere uscente FlI, è il candidato del Terzo Polo (Fli, Udc, Api) e di una propria lista civica. I suoi <a href="http://www.alessiobartolomei.it/?p=121">10 punti</a> e <a title="Verso le Comunali 2012/ Alessio Bartolomei" href="http://www.demokrazy.eu/verso-le-comunali-2012-alessio-bartolomei/">l&#8217;intervista</a> di qualche tempo fa ne illustrano il programma.</p>
<p>Il candidato del centrosinistra <b>Samuele Bertinelli</b> è appoggiato da ben 8 liste (5 partiti + 3 civiche). <a href="http://www.samuelebertinelli.it/programma.html">Il suo programma &#8211; e, distinto, quello della coalizione che lo appoggia</a>.</p>
<p>Chiude l&#8217;elenco <b>Paolo Bonacchi</b>, già candidato della Lega Nord e oggi appoggiato da una lista civica, &#8220;Cittadini sovrani&#8221;, le cui proposte sono riassunte in <a href="http://www.ilgiullare.com/pistoia-verso-le-elezioni/paolo-bonacchi/">questo articolo</a>.</p>
<p>Le ulteriori alternative di voto sono rappresentate, ovviamente, dal non-voto espresso da non votanti, schede bianche e nulle. Tutti questi voti (che non saranno pochi, probabilmente) non incideranno sulle percentuali dei candidati sindaci e delle liste.</p>
<p>Si ricorda infine che a Pistoia, comune sopra i 15.000 abitanti, vale il sistema a doppio turno: se nessuno raggiungerà il 50% dei voti validi (le bianche e le nulle non sono voti validi), si andrà al ballottaggio che si terrà il 20 maggio.</p>
<p><b><a href="http://www.interno.it/mininterno/export/sites/default/it/sezioni/sala_stampa/comunicati/comunicati_2012/0912_Elezioni_Amministrative_2012.html">Come si vota</a></b>? Si può dare un voto ad una lista; in tal caso il voto va anche al candidato sindaco appoggiato da quella lista. Oppure si può votare il candidato sindaco (e in tal caso il voto NON va alle liste che lo appoggiano). Oppure si possono votare sia il candidato Sindaco che una lista. Per il Consiglio comunale, si può esprimere una preferenza scrivendo il nome del candidato consigliere nello spazio accanto al simbolo della lista che lo candida.</p>
<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Voto_disgiunto"><b>Voto disgiunto</b></a>: nei comuni sopra i 15.000 abitanti si può esprimere un voto disgiunto: si può cioè votare un candidato sindaco E una lista che appoggia un diverso candidato sindaco.</p>
<p><b>Nelle elezioni comunali precedenti</b> si ebbero <a href="http://www.repubblica.it/speciale/2007/elezioni/comunali/pistoia.html">questi risultati</a>.<a href="http://www.demokrazy.eu/wp-content/uploads/2012/05/risultati-comunali-2007-pt.jpg"><img class=" wp-image-1254 alignright" title="risultati comunali 2007 pt" src="http://www.demokrazy.eu/wp-content/uploads/2012/05/risultati-comunali-2007-pt.jpg" alt="" width="543" height="486" /></a></p>
<p style="text-align: right;">Paolo Beneforti</p>
<p>&nbsp;</p>
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