Riceviamo questo intervento di Tiziano Carradori sulla vicenda del seggio di Ponte alle Tavole durante le primarie del Centrosinistra a Pistoia, tenutesi lo scorso 29 gennaio. Il Collegio dei Garanti ha accolto il ricorso di Carradori mercoledì 8 febbraio, ammettendo le irregolarità durante il voto ma confermando la validità del voto medesimo.
Grazie alla trasparenza mostrata dal Collegio di garanzia delle primarie del centrosinistra è ormai noto a tutti che al seggio di Ponte alle Tavole ci sono state scorrettezze e pressioni sugli elettori da parte del rappresentante di lista di Samuele Bertinelli, il candidato vincitore, e del presidente del Circolo Arci.
Non è stata una leggerezza, né una ragazzata: se si fosse trattato di elezioni vere i due sarebbero stati denunciati alla Prefettura e puniti con un’ammenda da 103 a 1.032 euro.
L’accaduto rappresenta un brutto precedente per primarie da ripensare e da dotare di nuove e più stringenti regole. E nulla conta se quel voto è stato annullato o no.
Due sono gli aspetti più preoccupanti della vicenda: il tentativo negazionista da parte di tutto l’establishment del Pd vittorioso, a partire dal segretario comunale, e l’assordante silenzio del vincitore Samuele Bertinelli che dall’accaduto ha tratto un innegabile, anche se non determinante vantaggio. Il tacere non è un bel segnale, non invoglia né a credere alla tesi del nuovo e del giovane, né a prevedere qualcosa di buono per i prossimi cinque anni.
Chi si proclama portatore di metodi nuovi e promette un nuovo corso politico, non può toppare alla prima occasione. E’ questione di stile, oltre che di metodo. Eppure al giovane vincitore le parole non mancano. Il mio sindaco ideale parla chiaro, rifiuta certe pratiche, afferma che condizionamenti indebiti prima e omertà dopo non devono trovare né albergo, né praticanti. A nessun livello.
Ad oggi abbiamo invece metodi vecchi, scorrettezze, scarsa trasparenza, muri di gomma, omertà. Il quadro non è confortante. Eppure sarebbe bastato poco: una decisa sconfessione e nulla avrebbe offuscato la sonante vittoria.
Queste primarie così inquinabili vanno ripensate, predisponendo in anticipo elenchi di aventi diritto che si autoiscrivono in tempi non sospetti, che dichiarano davvero la loro appartenenza al centrosinistra, evitando truppe cammellate o prezzolate, che a votare vadano quelli del centrodestra e perfino di Casa Pound, che vengano portati ai seggi inconsapevoli profughi maghrebini, che si registrino episodi di incentivi economici al voto ed altri simpatici accadimenti. Le primarie le vogliamo efficaci e trasparenti anche per le elezioni politiche: sarebbe, oltre che un segnale di democrazia, anche la prova che non tutto è stato già deciso, future candidature parlamentari comprese. Dovrebbe interessare a tutti che così sia.
Riflettiamo sulle primarie, discutiamone e cambiamo ciò che si deve. Nessuno deve sminuire il valore della libera espressione della volontà dei cittadini di individuare il proprio candidato a rappresentarlo.
Ne va della credibilità della politica e delle istituzioni stesse. Parliamone. Siamo ancora in tempo.
Tiziano Carradori
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5 Responses to “Primarie PD: “Irregolarità a Ponte alle Tavole””
Se le irregolarità nel seggio di Ponte alle Tavole, a quanto pare, sono state accertate, le affermazioni contenute in questo intervento e relative a Casa Pound, profughi inconsapevoli e incentivi economici si basano su prove? Se sì, quali? Sono state anch’esse denunciate? Altrimenti se da una parte si chiede chiarezza dall’altra si contribuisce non poco a intorbidire.
Giovanni Paci
Come, a quanto pare? Se hai seguito lo svolgimento della polemica e le decisioni del Collegio di garanzia, non dovresti avere dubbi.
Le prove le ho pervicamente e soltariamente ricercate io stesso. E alla fine, molto faticosamente, le ho ottenute. Anzi, sono stati costretti a fornirle.
E, stai tranquillo, sto lavorando per ottenere le altre. Io sto chiedendo chiarezza, ma non dovrebbe essere faticosamente fornita su richiesta, ma dovrebbe essere preoccupazione degli organizzatori e dei garanti farlo. Oltre che dei dirigenti di partito. Invece ricevo silenzi. Quanto ad intorbidire, mi pare davvero l’unica considerazione che non mi si può attribuire. Io per ora ho contribuito a fare chiarezza.
Ad intorbidire, attraverso il negare, hanno contribuito in molti.
Ciò che ho fatto l’ho fatto in qualità di votante alle primarie. Ed eravamo in 12.500. Possibile che la cosa interessi ad uno solo su 12.500? Se a te interessa fare chiarezza, chiedi l’elenco dei votanti al seggio delle Fornaci. E a quello di Porta San Marco, tanto per cominciare.
Probabilmente le acque ti si schiarirebbero velocemente. Così come sono chiare a me.
A proposito: ma quel che è accaduto a Ponte alle Tavole come lo giudichi?
Tiziano Carradori
“A quanto pare” non era un’espressione di dubbio. E’ chiaro che le irregolarità ci sono state ed è tuo merito l’averle portate alla luce. Ritengo però che su certe affermazioni di più ampia portata e anche, a mio parere, molto più gravi del pur grave episodio di Ponte alle Tavole, le prove si debbano avere e si debbano esibire, così come hai fatto per la questione del seggio. Io avrei parlato prove alla mano, mi sarebbe sembrato più trasparente, tutto qui. Dici che le prove le otterrai e quindi aspetto.
Per quanto riguarda il merito della questione, io non sono un elettore del PD, anzi da qualche tempo non sono nemmeno un elettore. Non credo nel progetto del Partito Democratico e nutro seri dubbi che la democrazia in mano agli attuali partiti e alle loro classi dirigenti, locali e nazionali, possa portare a qualcosa di buono. Non ho quindi interesse a chiedere elenchi di votanti perché ritengo le primarie, per come sono concepite e realizzate, una rituale resa dei conti che porta sempre alle stesse conclusioni. Il Partito democratico, mia opinione, ha bisogno prima che di strumenti democratici di una cultura della democrazia che vedo molto carente. Se proprio devo dirla tutta, tutto questo accanimento intorno a un episodio minore, quando per anni nessuno in questa città si è mai infervorato per il tradimento perpetrato dalla politica nei confronti della sostanza della democrazia, mi lascia perplesso, mi sembra cioè sproporzionato. Non ho mai visto nessuno infervorarsi o chiedere chiarezza su cosa la politica stesse facendo per evitare che le persone dormissero per strada in inverno, per fornire sostegno alle persone immigrate senza una casa o un lavoro, nessuno chiedere come funzionassero i centri per l’impiego nell’aiutare le persone a uscire dalla disoccupazione, nessuno indignarsi perché i detenuti del nostro carcere non possono usufruire delle misure alternative alla detenzione per mancanza di alloggi dove poter risiedere. O meglio, qualcuno lo ha fatto ma non bazzicava i tavoli della politica locale. E ancora, non ho visto nessuno indignarsi per i rapporti tra politica e stampa locale o per il modo in cui si fa carriera nelle nostre amministrazioni locali o per il modo in cui si gestisce il nostro patrimonio pubblico (vedi l’ultimo episodio della vendita della sede universitaria e via dicendo). Per cui scusa se non riesco ad appassionarmi alla vicenda più di tanto. Se devo dire, quello che è accaduto non mi stupisce ma, come detto, io da tempo ho perso la fiducia.
Con stima.
Giovanni Paci
Sarò sincero: nemmeno e me importa nulla di ciò che è avvenuto a Ponte alle Tavole. E nemmeno di dimostrare ciò che è avvenuto altrove. Il voto di scambio c’è stato. E gli episodi che conosco io non riguardano il candidato vincitore. Pullmini di una cooperativa del terzo settore (il terzo settore!!) hanno portato i profughi del Maghreb, quelli recentemente fuggiti dai Paesi in guerra e rifugiati qui da noi, non quelli che qui vivono e lavorano, a votare. Indovina per chi. Per il candidato vincitore. E poi uomini e donne delle istutuzioni hanno condotto una campagna elettorale “sporca”, fatta di scorrettezze, di intimidazioni, anche verso altri uomini delle istituzioni.
E tutto ciò non a Corleone, ma a Pistoia. E’ questo che mi ha fatto indignare. Il tentativo era quello di dire: so come avete agito, non pensate di rifarlo o, peggio, di usarlo come pratica corrente. Il mio era un delirio di onnipotenza, il tentativo di fermare un virus prima che causasse un’epidemia.
Ma sono daccordo con te: sono ben altre le cose importanti, come quelle che tu citi. Altro che il voto di Ponte alle Tavole.
Neppure io sono un iscritto al PD, ma sono elettore del centro sinistra. E le primarie non erano del PD ma di tutto il centro sinistra. Nel voto, e non solo in quello, continuo a crederci. Stavolta ci hanno creduto in 12.500. Alcuni dei quali indotti. Penso che si debba fare in modo che il faticoso esercizio della democrazia e della rappresentanza non scada a livelli bassissimi, ma conservi pulizia e ideali.
Penso anche che la democrazia passi soprattutto dalla capacità di indignarsi per le cose che non vanno, così come dalla costanza di impegnarsi per cambiare ciò che non va, e non soltanto dall’esercizio del voto una volta ogni 5 anni, passaggio necessario, ma non certo sufficiente.
Mi auguro che il nuovo sindaco di Pistoia faccia in modo di dare un tetto e una stanza calda a chi un tetto non ce l’ha, faccia sì che si costruiscano case da affittare a canone sociale, che il carcere non sia un vecchio castello superaffollato dove si scontano pene senza alcuna prospettiva di reinserimento, ecc. ecc.
Ma, se non lo facesse, voglio avere la possibilità e la forza di rimproverarglielo ogni giorno.
E, soprattutto, mi auguro di non essere solo.
Tiziano
Non conoscevo episodi specifici, oltre a quello di Ponte alle Tavole, poiché in queste Primarie pistoiesi sono rimasto abbastanza fuori sia dalle cose del PD che da quelle dei candidati. Devo dire però che non sarei stupito di vedere confermati anche fatti gravi come quelli che Carradori descrive sia nel suo intervento che nei commenti. E condivido il fatto che questo tipo di cose debbano essere dette, quando si conoscono con certezza.
Io non ne conosco. Però , riguardo alle precedenti primarie pistoiesi, posso ricordare che Daniele Quiriconi, all’epoca Segretario della Camera del Lavoro, ha più volte pubblicamente denunciato i casi di lavoranti stranieri portati a votare a gruppi dai loro datori di lavoro.
Riguardo alla partecipazione alle Primarie del Centrosinistra di esponenti noti del Centrodestra, beh, basta guardare cosa è successo a Quarrata in questo turno di primarie, dove il capogruppo PdL è andato a votare dicendolo apertamente.
Le bassezze, la slealtà, gli inganni fanno parte della politica da sempre, diciamolo. E anche in queste vicende locali dubito che le cose censurabili siano state tutte da una parte sola. Questo però non è un buon motivo per non far venire allo scoperto più cose possibili. Anche se a pagarne le conseguenze fossero non solo i singoli responsabili ma anche i loro partiti e coalizioni.
Paolo Beneforti